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Archive for maggio 2014

hamburger climberE quattro.
Sul nuovo Mac in Sottoripa.

“Insomma, gli hamburger alla Mc Donald non mi fanno certo impazzire!” (Lynn Hill)

“Mangiarli m’interessa zerovirgola, è il concetto.”

Oggi pane, domani fame.
Sotto crisi molto chiude, qualcosa apre; di tutto accade, nulla si comprende. Si tende perloppiù ad una felice rassegnazione, a leccarsi le dita dopo l’amputazione.
A noialtri resta l’arma della (contro)cultura, che è poca cosa e tende a scarseggiare: in altre parole, ci resta la consapevolezza della sconfitta culturale.
Basti dire che a Savona son riusciti a metterlo in via Stalingrado; mentre a Milano, un anno dopo esser stato fatto sloggiare, il Pd (panino democratico) ha riaperto per gratuita acclamazione.
Va in controtendenza la Bolivia, dove McDonald’s sbaracca – pare – oltre che per via della qualità del cibo anche a causa di un rifiuto popolare generato “da questioni etiche e dal sentimento antiamericano e anticapitalista”. Non sia mai che faccian da apripista. Più concrete ancora le ragioni del fallimento in Grecia, dove in compenso “è rimasto alto il consumo dei tradizionali spuntini greci come le ciambelle di pane (koulouri), le tyropite (tortine al formaggio) e i souvlaki”: applausi glocal!
Nel frattempo che invece qui stiamo a guardare, quelli o minacciano manovre critiche o per scongiurar la propria, di crisi, edificano mostri; ma possiamo crederci alla pari, se ci pare: affari nostri. Nei casi migliori, manco a dirlo, non manca neanche il muretto per l’arrampicata: una struttura adatta ai bambini ovviamente, da sempre tenuti in grande considerazione dalla multinazionale, che li insegue per sedurli anche all’asilo.

Pronti come siamo a far di tutto per essa fino a farci più o meno consapevolmente manovrare, della scalata diventeremo presto da amanti utenti e poi da utenti schiavi. Probabilmente già è così, vista l’occupazione straordinaria richiestaci da sempre nuove chiamate alla magnesite e alle scarpette, fra uno Street Boulder, un RocTrip, un Climbing Festival e un Rockshow: ogni buon marchio ha il proprio evento, ogni rock party il suo momento. Eppure si tratterebbe solo di toccar con mano, di aprire un attimo gli occhi nel bloccar sul Parmigiano. Siamo o possiamo diventare un evento promozionale vivente, una mortificante ghiottoneria; un monumento alla fretta d’arrivar nudi alla meta, confondendo il sacrificio con lo spettacolo, l’essenziale con lo spogliarello.

E un domani, quando i Mac in città saranno forse saliti a questo numero, titolerò E9. Per festeggiar l’evento accorreranno urban climbers da ogni dove, e con essi street builderers e boulderers, tutti quanti pronti a farsi scritturare per aggrapparsi al mostro da pagliacci vestiti e volteggiando in danse escalade superare ardite prove.

(foto tratta da Flickr di Fraggy)

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