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Archive for febbraio 2013

alba_dorata_italiaIl Secolo XIX s’è affidato alla scrittrice Rosa Matteucci, detta anche cuoredimamma, per versar palate d’odio politico nazional-popolare a senso unico approfittando nientepopodimeno che del Festival di Sanremo.
Non essendomi stata concessa la grazia della pubblicazione fra i commenti, nè la possibilità di comunicare con l’autrice al fine d’indicarle due fatterelli non casualmente trascurati, esprimo qui di seguito non un’apologia del terrorismo, bensì la modesta rivendicazione e richiesta d’una qualche forma di onestà intellettuale in ambito informativo e culturale.
Il grande passo avanti che ci ha condotti dallo “squallido” Cesare Battisti ai democratici fasti odierni – nei quali violenza guerra e repressione sono usualmente giustificate con le più nobili ragioni, esattamente quel che si imputa al mostro – non m’impedisce di prender le distanze da questo “paese di bambini invecchiati, bisognosi di mostri” (Erri De Luca) e di continuare a pensare – sempre con Erri – che sia un terrorista “chi mette una bomba su un treno, terrorizzando, appunto, la gente comune”, ben sapendo che “il terrorismo che ha messo le bombe nelle banche, sui treni e nelle piazze è rimasto impunito”, quando non espressamente ringraziato e premiato. A proposito di squallore.

“La società non ha bisogno di scrittori.
Ha bisogno di mostri.”
(appello di Carmilla Online)

Gentile Sig.ra Matteucci,
se vuol legger ribaltato su di Lei il non troppo ironico passaggio qui citato, faccia pure.
Ho provato a commentare il Suo articolo online, ma finora non sembro aver meritato la pubblicazione: solitamente vien privilegiato chi ha poco o niente da dire ma sente urgenza di vomitarlo, per la gioia del pubblico non pensante.
Ebbene, nel Suo articolo l’espediente emotivo della sedia a rotelle funziona a stento; non soltanto poichè sia noto che Torregiani fu ferito dal padre nel corso dello scontro a fuoco coi PAC (Battisti neppure c’era, faceva il ‘palo’ altrove). Questi elementi di certo non escludono le responsabilità dei PAC, ma è sempre utile eliminarli per spingere verso una certa direzione.
Allo stesso modo Lei sceglie di eliminare, nella Sua già fantasiosa ricostruzione dei non-fatti e dei male-detti, altri elementi che tornano invece decisamente utili per valutare la mancanza di serietà, serenità ed onestà intellettuale del Suo scritto.
Insomma, in soldoni la colpa della Bruni – patetici nazionalismi a parte – sarebbe quella d’avere, in qualche modo misterioso, sostenuto la causa innocentista relativamente a Battisti (quell’esser rimasta “non completamente insensibile agli appelli”, che implicherebbe pressioni sul governo di Lula); e questo sulla base delle insinuazioni (così scrive Lei stessa) di un signore – Bruno Berardi – che Lei si limita a ricordare per comodità in quanto “figlio di quel Rosario assassinato nel 1978 dalle Br”, ma che io preferisco ricordare invece per esser stato:
1) prima, espulso dalla Fiamma Tricolore per aver esaltato – in buona compagnia, col leghista Borghezio – l’omicida fondamentalista cristiano e nazifascista norvegese Anders Breivik (“secondo me è un eroe”, parole sue), autore della celebre strage che provocò la morte di 77 persone colpevoli d’esser socialiste (è brutto contare i morti, ma sono un po’ più di 3 o 4); e
2) poi, per essersi oggi, sull’onda del neonazismo dilagante, inventato – per fortuna senza troppo successo, pare – Alba Dorata Italia (“ho avviato contatti con la Destra, Forza Nuova e CasaPound”).
Affida proprio ad un bel personaggio la credibilità della Sua accusa contro il mostro!
Mi complimento dunque con Lei, Sig.ra Matteucci, per essersi aggrappata ai deliri d’un fascista fan d’uno stragista moderno pur di gettar fango a senso unico sull’unico nemico che s’è deciso debba restare, ancora oggi, il militante armato comunista degli anni ’70 (e non invece lo Stato ed i fascisti coi loro ben più orrendi crimini, ovviamente sempre impuniti); e capace persino, nel far questo, di cogliere al balzo il Festival di Sanremo quale buona occasione per abbassar la Storia al livello di gossip da parrucchiere.
Complimenti davvero Signora, davvero un gran bel pezzo di giornalismo, capace di ridurre un’apparente volontà di giustizia tutt’al più ad una gara fra mostri.
Perché Sanremo è Sanremo: “eternamente, futilmente polemico, con i suoi polveroni a ciclica ripetizione”…ed anche Lei stavolta s’è divertita a soffiarci un po’ su.

p.s.: nel caso non l’avesse mai visto: Berardi è quello con gli occhiali.

Con tanti auguri di buona visione

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