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Archive for novembre 2017

Mentono sapendo di mentire: chi sono?

“Casapound agisce alla luce del sole”

“i neonazisti e i neofascisti (…) riscuotono un certo consenso che non possiamo ignorare (…). (…) operano sempre più in una zona grigia, non del tutto illegale, e alla luce del sole: le leggi Mancino e Scelba si sono rivelate piuttosto facili da aggirare. È gente che si candida e che è votata, gente dalle idee odiose che però riflettono una tendenza, ahimé, meno minoritaria di quanto non pensiamo: secondo un sondaggio di qualche mese fa il 17 per cento degli italiani vorrebbe una dittatura militare, e le altre democrazie non sono messe meglio.”

“È orribile, è schifoso doversi occupare dei fascisti.”

Dopo aver dichiarato, in vista delle celebrazioni e del corteo del 30 giugno, che quelle in merito all’imminente apertura di una nuova sede in zona Alimonda fossero “voci false e tendenziose”, il presunto responsabile genovese di Casa Pound Christian Corda non si vergogna a mostrarsi, a distanza di qualche mese, fieramente abbracciato al ducetto Iannone di fronte all’ingresso appena aperto del locale in via Montevideo.
Comprereste un’auto usata da quest’uomo? Tantomeno dovreste pensare di affidarvi ad una scelta politica di seconda mano, ed a modalità decisamente losche per presentarla e imporla alla città.
Il nomignolo affibbiato allo spazio inaugurato è curioso: l’han chiamato ‘La Risoluta’, forse in onore d’un personaggio fantasioso ispirato ad una moderna Oriana Fallaci “risoluta giornalista” che qualche matto anonimo ha osato immaginare invischiata in una storia di resistenza simil-partigiana in chiave anti-islamica guidata da “nuove formazioni di patrioti italiani, formate da Anpi e Casapound”…!
Non ridete. Ebbene sì, secondo molti (troppi) oggi “destra e sinistra non hanno più senso” e possono essere allegramente confuse per dar illusoriamente addosso ad un vago, indefinito e misterioso ‘sistema’ che purtroppo invece nella Storia i fascisti han sempre sostenuto; giacché, come ben spiegano i Wu Ming, “il fascismo serve a quello, da sempre, il sistema capitalistico lo ha generato ad hoc”. Pertanto, come altrove è stato scritto, ciò su cui si basa tale confusione “È il conformismo del «non c’è più né destra né sinistra» che in realtà significa non c’è più sinistra.”
Il fatto che, tutt’al più, la cosiddetta ‘invasione’ migratoria – oltre ad avere delle motivazioni serissime che andrebbero approfondite e comprese, anzichè trascurate cianciando senza vergogna di “finti profughi” – possa rientrare a far parte del disegno di sfruttamento del sistema capitalista è argomento tabù, che i fascisti non sfiora neppure, se non per additare obiettivi intangibili quale la “finanza mondiale che vuole abbattere le barriere per abbassare il costo del lavoro”. Da sempre infatti “Il fascismo propaganda una falsa rivoluzione: blatera di «mondialismo», di «poteri forti», di «plutocrazie», di oscuri complotti «là in alto», ma — guardacaso — colpisce sempre in basso.” Nemici sono dunque l’Europa ed il diverso ch’essa lascia entrare; amici invece il solito padronato, il proprio Stato ed i confini cartacei che militarmente occorrerebbe difendere da una guerra che nei fatti…produciamo e conduciamo noi! Siamo purtroppo al Medioevo della ragione ed al continuo grottesco rigirare la frittata a nostro piacimento.
Vatti a fidare!, quindi, del superamento di certi luoghi comuni, soprattutto se a sostener tali raggiri sono i cosiddetti (autonominatisi) “fascisti del terzo millennio”, che qui si mostrerebbero culturalmente legati ad una fantomatica Oriana 2.0, nonchè impegnati in uno sforzo revisionista basato sulla frode, dato che ci vuole del coraggio a proporsi come se si fosse ‘oltre ogni possibile definizione’ politica, accompagnandosi però ai peggiori zombie quale Plinio ed alle solite stanche parole d’ordine razziste e nazionaliste, nell’agevole contesto della nuova marmaglia fascioleghista in carriera, capace a mescolare coi consueti ed appaganti metodi e simboli – calci nel culo, “boia chi molla” e saluti romani – un nuovo operaismo di facciata, come insegna zio Salvini, ammiccando ora alla FIOM, ora più genericamente ai delusi dalla sinistra, offrendo loro la ‘destra sociale’: ossia l’intolleranza più volgare e la predilezione, piuttosto che per l’uomo, per l’animale.
Se destra e sinistra son diventate categorie insensate, ha un senso invece per questi impresentabili energumeni continuare a perseverare nella menzogna con instancabile determinazione, utilizzando sempre gli stessi sotterfugi; proponendo ad esempio agli alberghi innocue presentazioni di libri per farsi accettar prenotazioni che in realtà nascondono l’organizzazione di convegni politici estremisti e provocatori. Allo stesso modo costoro nascondono la passione neonazista dietro una facciata buonista di beneficenza a senso unico, esclusivamente tricolore; laddove la solidarietà umana e politica, di classe, diventa goffamente “solidarismo”, unendo l’interclassismo fascista e cristiano ad una elemosina di facciata con ritorno. Sono espedienti miseri e meschini, ma data l’imbecillità dilagante il gioco può apparire convincente; ed è più facile accettar l’abbaglio d’un comodo capro espiatorio (il venditore di rose, lo zingaro che ti lava i vetri, il vù cumprà) piuttosto che ragionar criticamente sull’origine dei mali di questa società fondata sull’ipocrisia comune, sull’ignoranza consapevole e sulla silenziosa, ma non invisibile violenza padronale.
La soluzione dell’enigma è insomma più vicina a noi di quanto non si possa pensare (“Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi” cantava Frankie Hi-NRG in Quelli che benpensano); e la risposta alla domanda posta in apertura mi risulta semplice, se non banale: poichè i fascisti son capaci sostanzialmente a tendere tranelli, tradendo un dettaglio – la Verità – per ostinato, artificioso e ottuso amor di patria; che è uno dei pochi appigli che rimane a chi si sia abituato con costanza ad arrampicarsi maldestramente sugli specchi.
Furbizia, malizia e astuzia dunque, oppure trappola, truffa, imbroglio e inganno: a voi la scelta, io di questi eventi mistificatori riesco a veder chiaro solo il danno.

(foto tratta da Il Secolo XIX)

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Continuiamo ad occuparci con disgusto della cronaca inerente il cosiddetto mondo del lavoro: che in questo sistema è una galera ricolma di aguzzini.
Si fa passare, in questo minuscolo caso, uno schiaffetto (presunto, peraltro) come un crimine, o comunque un errore grave, quand’è tutt’al più considerabile come un benvenuto sussulto di dignità da parte della classe lavoratrice dinanzi ad un comportamento, quello sì, da criminali in doppiopetto.

12 ottobre 2017
“All’uscita del tavolo i dirigenti della Froneri, Svevo Valentinis e l’ad Pietro Monaco sono stati aggrediti da alcuni manifestanti. Uno dei due dirigenti avrebbe ricevuto uno schiaffo.”

“l’azienda (…) ha confermato la volontà di chiusura e ha aperto forse solo sul versante degli ammortizzatori sociali. Alcuni lavoratori, che stavano partecipando al presidio (…) hanno contestato, inseguito e cercato di raggiungere i due esponenti dell’azienda. Ci sono stati momenti di tensione con spintoni ed alcuni scontri tra i lavoratori, alcuni Carabinieri e gli agenti della Digos: un agente è rimasto contuso. I due dirigenti sono stati ‘salvati’ dalle forze dell’ordine che, con non poche difficoltà, sono riusciti a farli entrate in un auto e scortarli fuori da piazza Garibaldi. (…)
I sindacati hanno preso posizione contro quanto avvenuto in piazza e hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine: “L’esasperazione nata dalla dichiarazione di chiusura dopo gli impegni di luglio, rischia infatti di sfociare in reazioni che non possiamo in alcun modo giustificare pur comprendendo i drammi da cui traggono origine. A tal proposito esprimiamo il nostro riconoscimento per il lavoro delle forze dell’ordine in una condizione di forte tensione sociale.”

Non so se stiate leggendo le cronache quotidiane della crisi post-crisi, quella che si dice finita, ma tant’è…per chi lavora finita non è.
Il massacro sociale – fra sempre più morti e licenziamenti (a Genova nei prossimi mesi ne sono previsti oltre un migliaio) – si dà per scontato, la lotta di classe alla rovescia pure, e si continua maldestramente a giocare in difesa per poter permettere a chi non fa che attaccare di continuare a vincere.
Ripartiamo invece da questi piccoli strappi alla pace sociale, che infastidiscono non poco lorsignori – qualcuno ricorderà la pesantissima, sproporzionata repressione seguita al ‘linciaggio’ (una giacca strappata) del manager Air France; ma anche il ‘linciaggio’ mediatico all’autrice della bruciatura alla giacchetta di Bonanni – per iniziare un nuovo percorso di lotta che ci faccia ritornare uomini prima di concepirci come lavoratori.

Non vuol esser certo questo un invito alla violenza, quanto piuttosto a ripensare il termine cominciando finalmente ad accorgersi di cosa vada davvero definito come tale. Ribaltare la narrazione padronale è il primo passo essenziale ad una rinnovata comprensione delle cose del mondo; altrimenti anche il lavoro, come l’allenamento, si riduce ad un girare in tondo di criceti, ad un ricevere continuamente schiaffi senza mai la pausa risolutiva d’un momento. Sta di fatto infatti che le costose giacche a lorsignori le permette il nostro sfruttamento.

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