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Posts Tagged ‘Raffaele Bonanni’

Continuiamo ad occuparci con disgusto della cronaca inerente il cosiddetto mondo del lavoro: che in questo sistema è una galera ricolma di aguzzini.
Si fa passare, in questo minuscolo caso, uno schiaffetto (presunto, peraltro) come un crimine, o comunque un errore grave, quand’è tutt’al più considerabile come un benvenuto sussulto di dignità da parte della classe lavoratrice dinanzi ad un comportamento, quello sì, da criminali in doppiopetto.

12 ottobre 2017
“All’uscita del tavolo i dirigenti della Froneri, Svevo Valentinis e l’ad Pietro Monaco sono stati aggrediti da alcuni manifestanti. Uno dei due dirigenti avrebbe ricevuto uno schiaffo.”

“l’azienda (…) ha confermato la volontà di chiusura e ha aperto forse solo sul versante degli ammortizzatori sociali. Alcuni lavoratori, che stavano partecipando al presidio (…) hanno contestato, inseguito e cercato di raggiungere i due esponenti dell’azienda. Ci sono stati momenti di tensione con spintoni ed alcuni scontri tra i lavoratori, alcuni Carabinieri e gli agenti della Digos: un agente è rimasto contuso. I due dirigenti sono stati ‘salvati’ dalle forze dell’ordine che, con non poche difficoltà, sono riusciti a farli entrate in un auto e scortarli fuori da piazza Garibaldi. (…)
I sindacati hanno preso posizione contro quanto avvenuto in piazza e hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine: “L’esasperazione nata dalla dichiarazione di chiusura dopo gli impegni di luglio, rischia infatti di sfociare in reazioni che non possiamo in alcun modo giustificare pur comprendendo i drammi da cui traggono origine. A tal proposito esprimiamo il nostro riconoscimento per il lavoro delle forze dell’ordine in una condizione di forte tensione sociale.”

Non so se stiate leggendo le cronache quotidiane della crisi post-crisi, quella che si dice finita, ma tant’è…per chi lavora finita non è.
Il massacro sociale – fra sempre più morti e licenziamenti (a Genova nei prossimi mesi ne sono previsti oltre un migliaio) – si dà per scontato, la lotta di classe alla rovescia pure, e si continua maldestramente a giocare in difesa per poter permettere a chi non fa che attaccare di continuare a vincere.
Ripartiamo invece da questi piccoli strappi alla pace sociale, che infastidiscono non poco lorsignori – qualcuno ricorderà la pesantissima, sproporzionata repressione seguita al ‘linciaggio’ (una giacca strappata) del manager Air France; ma anche il ‘linciaggio’ mediatico all’autrice della bruciatura alla giacchetta di Bonanni – per iniziare un nuovo percorso di lotta che ci faccia ritornare uomini prima di concepirci come lavoratori.

Non vuol esser certo questo un invito alla violenza, quanto piuttosto a ripensare il termine cominciando finalmente ad accorgersi di cosa vada davvero definito come tale. Ribaltare la narrazione padronale è il primo passo essenziale ad una rinnovata comprensione delle cose del mondo; altrimenti anche il lavoro, come l’allenamento, si riduce ad un girare in tondo di criceti, ad un ricevere continuamente schiaffi senza mai la pausa risolutiva d’un momento. Sta di fatto infatti che le costose giacche a lorsignori le permette il nostro sfruttamento.

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