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Posts Tagged ‘Matteo Salvini’

Anche se potrebbe non sembrare, questi son tempi di guerra.
Gio Evan vs gli haters, Salvini contro tutti, ne(g)ri soprattutto, fotti quel che fotti. Tempi di guerra vera, di menzogne e di cazzate, molto poco edificanti ma tanto ben edificate da restarci sotto seppelliti.
A perdere in tali con(trad)dizioni (a)socializzate – che minano alla base consapevolmente tradizioni che davamo per consolidate – non è soltanto la sinistra, qualunque cosa significhi il termine e comunque venga interpretato il concetto, ma financo la poesia: sia essa l’espressione in musica di uno storico cantautore anarchico, stuprata nel ricordo da aguzzino di un ex-comunista padano nonché leonkavallino, oggi tramutato in leaderino neofascista; o quella in rime di un elettore PaP, prelevata a forza per (definir l’) amore dall’amante in fuga del Potere suddetto.
La domanda, di fronte a tutto ciò, sorge spontanea: resistere e vincere per strada, in Parlamento o a letto? Colpisce il livello di tutto, “l’asticella del discorso” che – tanto quanto “l’asticella di ciò che siamo disposti a ritenere inaccettabile” – tende a calare in tutto il paese assieme ai pantaloni di questi figuri d’ignobiltà palese, penosamente simili nelle loro grandezze vilipese.
Tant’è, sarà mai nudo il re? Nell’attesa, piccola mia, spogliati te.

 

Alzandomi dal letto

Sono vestito di te:
per questo
riesco a camminare nudo
sino alla finestra
ed espormi ad un nuovo godere
senza ansie nè pause, timori nè attese
soltanto affacciandomi al sole

Quando poi ti avvicini
un po’ angelo e un po’ fantasma
non devo chiederti di cingermi la vita
sai tu
dove posare le mani
dove mordere
dove cercare il cuore

Da quelle mani io
ricevo la tua annunciazione,
per quelle mani so chi sei

Elisa e la guerra

15 aprile 2011

“premi il bottone / click click ti amo click click / emozione virtuale” (da Green Terror, di Gary Brackett)

“Venceremos, venceremos / mil cadenas habra que romper” (da Venceremos, di S. Ortega – C. Iturra, 1970)

Entro in quel letto e ne esco disfatto
Tifando rivolta spingo fino ad affondare
fra le tue braccia, nella calca ansimante
faccia a faccia tra cuscini di fumo e di sabbia
Già sapendo che l’indomani mattina
venceremos

Bombs away

29 aprile 2011

Bombardiamo.
Loro bombardano, io amo.

6 maggio 2011

Nota di merito agli anarchici
che ci costrinsero la strada

Proseguendola, sarei con te
ovunque conflitto sia, dovunque vada

(immagine tratta da Tusciaweb)

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Mentono sapendo di mentire: chi sono?

“Casapound agisce alla luce del sole”

“i neonazisti e i neofascisti (…) riscuotono un certo consenso che non possiamo ignorare (…). (…) operano sempre più in una zona grigia, non del tutto illegale, e alla luce del sole: le leggi Mancino e Scelba si sono rivelate piuttosto facili da aggirare. È gente che si candida e che è votata, gente dalle idee odiose che però riflettono una tendenza, ahimé, meno minoritaria di quanto non pensiamo: secondo un sondaggio di qualche mese fa il 17 per cento degli italiani vorrebbe una dittatura militare, e le altre democrazie non sono messe meglio.”

“È orribile, è schifoso doversi occupare dei fascisti.”

Dopo aver dichiarato, in vista delle celebrazioni e del corteo del 30 giugno, che quelle in merito all’imminente apertura di una nuova sede in zona Alimonda fossero “voci false e tendenziose”, il presunto responsabile genovese di Casa Pound Christian Corda non si vergogna a mostrarsi, a distanza di qualche mese, fieramente abbracciato al ducetto Iannone di fronte all’ingresso appena aperto del locale in via Montevideo.
Comprereste un’auto usata da quest’uomo? Tantomeno dovreste pensare di affidarvi ad una scelta politica di seconda mano, ed a modalità decisamente losche per presentarla e imporla alla città.
Il nomignolo affibbiato allo spazio inaugurato è curioso: l’han chiamato ‘La Risoluta’, forse in onore d’un personaggio fantasioso ispirato ad una moderna Oriana Fallaci “risoluta giornalista” che qualche matto anonimo ha osato immaginare invischiata in una storia di resistenza simil-partigiana in chiave anti-islamica guidata da “nuove formazioni di patrioti italiani, formate da Anpi e Casapound”…!
Non ridete. Ebbene sì, secondo molti (troppi) oggi “destra e sinistra non hanno più senso” e possono essere allegramente confuse per dar illusoriamente addosso ad un vago, indefinito e misterioso ‘sistema’ che purtroppo invece nella Storia i fascisti han sempre sostenuto; giacché, come ben spiegano i Wu Ming, “il fascismo serve a quello, da sempre, il sistema capitalistico lo ha generato ad hoc”. Pertanto, come altrove è stato scritto, ciò su cui si basa tale confusione “È il conformismo del «non c’è più né destra né sinistra» che in realtà significa non c’è più sinistra.”
Il fatto che, tutt’al più, la cosiddetta ‘invasione’ migratoria – oltre ad avere delle motivazioni serissime che andrebbero approfondite e comprese, anzichè trascurate cianciando senza vergogna di “finti profughi” – possa rientrare a far parte del disegno di sfruttamento del sistema capitalista è argomento tabù, che i fascisti non sfiora neppure, se non per additare obiettivi intangibili quale la “finanza mondiale che vuole abbattere le barriere per abbassare il costo del lavoro”. Da sempre infatti “Il fascismo propaganda una falsa rivoluzione: blatera di «mondialismo», di «poteri forti», di «plutocrazie», di oscuri complotti «là in alto», ma — guardacaso — colpisce sempre in basso.” Nemici sono dunque l’Europa ed il diverso ch’essa lascia entrare; amici invece il solito padronato, il proprio Stato ed i confini cartacei che militarmente occorrerebbe difendere da una guerra che nei fatti…produciamo e conduciamo noi! Siamo purtroppo al Medioevo della ragione ed al continuo grottesco rigirare la frittata a nostro piacimento.
Vatti a fidare!, quindi, del superamento di certi luoghi comuni, soprattutto se a sostener tali raggiri sono i cosiddetti (autonominatisi) “fascisti del terzo millennio”, che qui si mostrerebbero culturalmente legati ad una fantomatica Oriana 2.0, nonchè impegnati in uno sforzo revisionista basato sulla frode, dato che ci vuole del coraggio a proporsi come se si fosse ‘oltre ogni possibile definizione’ politica, accompagnandosi però ai peggiori zombie quale Plinio ed alle solite stanche parole d’ordine razziste e nazionaliste, nell’agevole contesto della nuova marmaglia fascioleghista in carriera, capace a mescolare coi consueti ed appaganti metodi e simboli – calci nel culo, “boia chi molla” e saluti romani – un nuovo operaismo di facciata, come insegna zio Salvini, ammiccando ora alla FIOM, ora più genericamente ai delusi dalla sinistra, offrendo loro la ‘destra sociale’: ossia l’intolleranza più volgare e la predilezione, piuttosto che per l’uomo, per l’animale.
Se destra e sinistra son diventate categorie insensate, ha un senso invece per questi impresentabili energumeni continuare a perseverare nella menzogna con instancabile determinazione, utilizzando sempre gli stessi sotterfugi; proponendo ad esempio agli alberghi innocue presentazioni di libri per farsi accettar prenotazioni che in realtà nascondono l’organizzazione di convegni politici estremisti e provocatori. Allo stesso modo costoro nascondono la passione neonazista dietro una facciata buonista di beneficenza a senso unico, esclusivamente tricolore; laddove la solidarietà umana e politica, di classe, diventa goffamente “solidarismo”, unendo l’interclassismo fascista e cristiano ad una elemosina di facciata con ritorno. Sono espedienti miseri e meschini, ma data l’imbecillità dilagante il gioco può apparire convincente; ed è più facile accettar l’abbaglio d’un comodo capro espiatorio (il venditore di rose, lo zingaro che ti lava i vetri, il vù cumprà) piuttosto che ragionar criticamente sull’origine dei mali di questa società fondata sull’ipocrisia comune, sull’ignoranza consapevole e sulla silenziosa, ma non invisibile violenza padronale.
La soluzione dell’enigma è insomma più vicina a noi di quanto non si possa pensare (“Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi” cantava Frankie Hi-NRG in Quelli che benpensano); e la risposta alla domanda posta in apertura mi risulta semplice, se non banale: poichè i fascisti son capaci sostanzialmente a tendere tranelli, tradendo un dettaglio – la Verità – per ostinato, artificioso e ottuso amor di patria; che è uno dei pochi appigli che rimane a chi si sia abituato con costanza ad arrampicarsi maldestramente sugli specchi.
Furbizia, malizia e astuzia dunque, oppure trappola, truffa, imbroglio e inganno: a voi la scelta, io di questi eventi mistificatori riesco a veder chiaro solo il danno.

(foto tratta da Il Secolo XIX)

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